A1M. L’AMSICORA FA 22: CAMPIONI D’ITALIA!

C’è della magia nello sport, partite nelle partite e piccole grandi sfumature che rendono lo sport visceralmente amato. Così il gol di Mura che ha deciso lo Scudetto 2014/15 rientra in quelle belle favole che l’hockey su prato riesce a raccontare e grazie alle quali chi lo segue non riesce a farne a meno: due anni fa un doppio strappo lo costrinse a seguire la cavalcata dell’Amsicora da spettatore e tifoso, ruolo che non compete a quelli come lui, quelli bravi. L’anno scorso nella finale playoff fu uno dei migliori in campo, ma non bastò per evitare la sconfitta nella finale contro il Bra. Quest’anno non è un caso che la palla giusta, quella in grado di sbloccare un match e una stagione, sia capitata proprio sul suo bastone. Così come non è casuale la scelta: pallina sollevata e drive. Il modo più complicato per colpire una pallina, ma anche il migliore per imprimere quanta più forza possibile. Per scrollarsi di dosso delusioni, sofferenze, infortuni, lacrime e regalare all’Amsicora il titolo 22 della propria storia.
Viene decisa da un episodio la finale playoff di hockey su prato: Lacort ruba palla a quel Voudmaska che esigenze di squadra gli avevano imposto di pedinare come un ombra, dribbling e palla scaricata verso Mura che a quattro minuti dalla fine sblocca una partita tesa, estremamente tattica ed equilibrata, con un colpo preciso che fa esplodere lo stadio. L’Amsicora ha rischiato anche di perderla, con due occasionissime di Bhana sulle quali Lai con un salvataggio sulla linea e la divina provvidenza o chi per lei hanno messo una toppa. La miglior condizione atletica e un pizzico di fortuna hanno consentito ai ragazzi di Roberto Carta di riportare lo scudetto a Ponte Vittorio e ringraziare a dovere il numeroso pubblico accorso del calore e dell’affetto dimostrato nel week end. Un successo che ripaga tutti i ragazzi degli immensi sacrifici fatti durante la stagione, delle ferie prese in funzione del torneo a Barcellona o del Champions Trophy a Dublino, delle assenze scolastiche da pesare durante l’anno, degli esami da preparare nei ritagli di tempo o quasi. Il tutto solo per vivere un giorno così, con gli amici di una vita in campo e negli spalti disposti alla raucedine.
Uno scudetto meritatissimo soprattutto per come è arrivato, con una netta superiorità nella regular season (chiusa a +5 dalla seconda) e palesata anche nella prima semifinale contro la Ferrini. I favori del pronostico erano tutti dalla parte dei verdi, ma nessuno si aspettava l’8-1 con cui Fabio Mureddu e compagni hanno asfaltato gli avversari. Proprio il gol del ferriniano Clement (quando il punteggio era ormai di 8-0) è l’unico subìto da Manca, al quinto scudetto personale e che alla fine della fiera si porta a casa anche il meritato riconoscimento di miglior portiere. Così come meritato è stato il premio alla carriera a Gabriele Murgia, 28 anni e le crisi esistenziali di chi mal riesce a conciliare al meglio lavoro e sport, ma riesce ancor meno a lasciare questa roba qui.
La prima semifinale ha anche deciso la classifica cannonieri, vinta da Agabio sutra gli altri – i compagni di squadra Carta e Asuni, sui quali l’ha spuntata grazie al fatto che fosse il più giovane. L’unico premio individuale che l’Amsicora non è riuscita a vincere è quello di miglior giocatore, strameritatamente vinto dal Suellese Andrea Vargiu, uno che probabilmente ha già smesso - a 25 anni - di contare playoff giocati e incontri contro i verdi cagliaritani, contro cui ha iniziato a sfidarsi giovanissimo sia nelle giovanili sia in prima squadra in modo duro per l’accesa rivalità tra le due squadre, ma sempre con atteggiamento leale e sportivo tipico dei grandi giocatori.
 
 
Uno che non ha bisogno di premi individuali è Roberto Carta, allenatore capace di partecipare a quattro competizioni con due squadre diverse e vincerne tre, riportando il titolo alla femminile dopo 28 anni di attesa e vincendo due scudetti in tre anni dopo un digiuno di un decennio con la maschile. Tre anni nei quali l’Amsicora ha vinto più di tutti, garantendosi comunque un futuro davanti grazie all’innestopaziente e costantedi ragazzi provenienti dalle giovanili. Inseriti in pianta stabile nell’ossatura della prima squadra, quest’anno hanno trovato spazio i vari Giustini, Manconi e Boi (18 anni il più grande) con Spanu in rampa di lancio. Tutti nati e cresciuti a Cagliari e all’Amsicora e inseriti da Carta, sempre abituato a lavorare coi giovani e aiutato quest’anno dal preparatore atletico Fabio Figus, che al primo anno nell'hockey su prato contribuisce in modo determinante alla conquista di due scudetti e un Challenge I femminile, donando alle due squadre una superiorità atletica a tratti imbarazzante.
È lo scudetto di una famiglia molto allargata, con i ragazzi primi tifosi delle ragazze e viceversa, nella quale è difficilissimo uscire una volta entrati e che ha moralmente obbligato ex giocatori, tifosi e parenti a fare carte false e biglietti veri per tornare e partecipare alla festa Amsicorina. Sono 27 volte i più forti d’Italia.
Nell’hockey su prato i Campioni d’Italia sono in un posto solo.
Carlo Buccoli 17.06.2015

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